Sondaggi d’America /85 – Il punto sulle primarie repubblicane del 2016. Scopriamo chi sono i potenziali candidati.

 

Salve a tutti, rieccoci con la puntata numero 85 dei Sondaggi d’America.

Questo sarà un anno molto importante per la politica americana. A Novembre si voterà per le elezioni di Midterm (mediotermine) e i repubblicani hanno una storica occasione di riprendere il controllo del Senato.

Trattasi di elezioni molto importanti anche in vista delle presidenziali del 2016, soprattutto per il fronte repubblicano, che già ora conta tanti potenziali candidati. Nel corso del cammino verso il 2016 ci occuperemo più dei repubblicani per il semplice fatto che la gara sarà più combattuta, mentre tra i democratici nessuno sembra in grado di battere Hillary Clinton.

Da quando ci siamo lasciati con l’ultimo post, sono successe un bel po’ di cose. Chris Christie, che era da tutti considerato il frontrunner (l’apripista delle primarie), è stato travolto dallo scandalo “Bridgegate”. In pratica una sua collaboratrice, Bridget Kelly, è stata accusata di aver bloccato un ponte di Fort Lee per creare disagio e danneggiare il sindaco democratico che si era rifiutato di appoggiare Christie per la rielezione. Christie ha chiesto scusa in una conferenza stampa molto seguita e ha licenziato la Kelly. Per molti questo scandalo ha completamente urtato le ambizioni presidenziali del governatore del New Jersey, rieletto a grande maggioranza a Novembre. Per altri, invece, questo momento negativo passerà. Per altri ancora addirittura Christie con la sua conferenza stampa si è rinforzato, benché i sondaggi dicano il contrario. Ha infatti perso terreno nella sfida per la nomination repubblicana e soprattutto in quella fondamentale contro Hillary. Se ciò contrasterà veramente le ambizioni di Christie, ci saranno molte persone che ne avvantaggeranno. In questo momento è molto difficile stabilire chi sia il favorito per eccellenza. Noi proveremo a descrivere ogni potenziale candidato per cercare di capire quanto potenziale potrebbe avere nel 2016.

Scott Walker. Governatore del Wisconsin, eletto nel 2010 con un vantaggio di 6 punti nei confronti del suo sfidante democratico, ha affrontato nel 2012 uno storico recall in cui è stato il primo governatore della storia a essere confermato alla guida del Wisconsin, con un margine addirittura maggiore rispetto al 2010. Guardando i sondaggi attualmente in circolazione, che non lo danno mai a doppia cifra in uno stato, tranne il suo Wisconsin, direte: “Ma come fa Walker a essere considerato da molti il frontrunner”. Walker è conservatore, su questo non c’è ombra di dubbio, però non è estremo come Ted Cruz o Sarah Palin. E’ un conservatore accettabile per quasi tutto il partito, in grado di unire il fronte conservatore contro Christie e attirare il voto anche degli elettori più moderati. Inoltre gode di molta popolarità tra i repubblicani. Quest’anno si vota per il governatore del Wisconsin. Walker correrà per un secondo mandato e la sua vittoria non è in dubbio, ma sarà molto importante il margine con cui vincerà. Se vincerà con ampio margine, potrebbe ricavarne una buona spinta per il 2016. Lui è governatore di uno stato, il Wisconsin, che potrà essere uno swing-state. Lo è stato nel 2010, lo sarà anche tra due anni. Anche lui può essere in grado di battere Hillary. Ad oggi sembra impropabile, però fino al 2016 manca molto e in una gara molto combattuta, chissà….

Chris Christie. Governatore del New Jersey, eletto nel 2009 in una gara combattuta con l’uscente democratico, molto popolare (almeno fino a poco tempo fa) tra gli indipendenti e anche tra i democratici, è stato molto contestato dall’ala più conservatore del partito per la sua stretta collaborazione con il Presidente Obama nel 2012, agli sgoccioli della campagna presidenziale, a causa dell’emergenza Sandy. Rieletto con ampissimo margine nel 2013, è riuscito a vincere tra gli indipendenti con 2/3 dei voti, ha guadagnato 1/3 tra i democratici e il 93% tra i repubblicani. Inoltre ha vinto tra le donne e soprattutto tra gli ispanici, che saranno fondamentali nelle prossime elezioni. Da quel momento i sondaggi lo hanno dato in testa dappertutto, perfino in Iowa (i cui elettori repubblicani sono molto conservatori) e in stati ultraconservatori come South Carolina e Mississippi. Inoltre i sondaggi lo hanno dato in testa con Hillary, sia nel voto popolare nazionale che in stati come Colorado, Florida, Virginia, North Carolina, in parità in Ohio e addirittura in testa di 5 punti nel suo New Jersey. Dopo lo scandalo “Bridgegate” sembrava tenere il ruolo di frontrunner, ma dopo alcuni giorni ha perso questo ruolo. 2014 fondamentale anche per lui, perchè Christie è il capo della RGA, l’Associazione dei Governatori Repubblicani, è questo gli consentirà visite in molti stati, tra cui rientrano stati molto importanti come l’Iowa, che sarà il primo a votare nella stagione delle primarie, in cui corre per la rielezione (molto propabile) il suo amico governatore Terry Brandstad. Anche in Florida Christie farà visita, dove ci sarà una gara molto combattuta. Ciò gli consentirà di esplorare il campo. Lui è in grado di battere Hillary, lo è sempre stato dall’inizio. Vedremo se le conseguenze di questo scandalo si faranno ancora sentire…

Jeb Bush. Ex governatore della Florida, figlio dell’ex Presidente George H. W. Bush e fratello dell’ex presidente George W. Bush. Il cognome forse potrebbe fargli perdere qualcosa nel campo repubblicano, mentre nelle elezioni generali ci sarebbe un grande trambusto da parte dei democratici sul suo cognome. Per molti il vero frontrunner è lui, che potrebbe essere in grado di attirare i voti dei delusi di Christie, specie se non rientrerà il suo scandalo. Secondo i sondaggi è in testa in Florida, ben piazzato in New Hampshire e in altri stati. Potrebbe aggiudicarsi anche altri stati come North Carolina e Virginia, ma tutto dipenderà anche da Marco Rubio. Anche Rubio è della Florida, e ad oggi sembra alquanto impropabile una corsa di tutti e due, anche se Bush è avanti su Rubio nel loro stato, quindi potrebbe addirittura esserci l’appoggio di Rubio a Bush. Recentemente la madre di Bush non è parsa entusiasta di una sua eventuale campagna presidenziale e lo stesso Bush ha detto che prenderà una decisione entro il 2014. Anche lui è in grado di battere Hillary, riportando “a casa” la Florida altri stati tradizionalmente repubblicani.

Marco Rubio. Senatore della Florida, eletto nel 2010, già dalla sua elezione è stato considerato il candidato ideale per il 2016, ma da allora ha perso parecchi colpi. Molto conservatore, oggi i sondaggi lo danno raramente a doppia cifra nei singoli stati. Anche nel suo stato della Florida è indietro, stavolta a Jeb Bush. Tutti pensavano a lui come il candidato vicepresidente ideale di Romney nel 2012. Della Florida, stato che con Rubio poteva tranquillamente andare a Romney nel 2010, è ispanico è può proprio avere molto appeal tra gli ispanici. Queste caratteristiche le aveva due anni fa e le avrà senza dubbio anche nel 2016. Se correrà, potrà avere buone possibilita negli stati del sud e inoltre ha anche delle possibilità di battere la Clinton. Vedremo se riuscirà ad avere un ruolo di primo piano, quest’anno sarà cruciale.

Ted Cruz. Senatore del Texas, è da tutti considerato il capo del Tea Party, aggregazione conservatrice che ha fatto il suo debutto in America nel 2010, sull’onda delle proteste anti-Obama. Non si può escluderlo dall’elenco dei potenziali candidati. I conservatori avranno sicuramente almeno un loro esponente in gara e Ted Cruz pare essere della partita. Risolti i dubbi su una sua possibile corsa presidenziale, a causa della sua nascita in Canada, è considerato il candidato più forte tra i conservatori e potrebbe fare breccia perchè i repubblicani vorranno molto propabilmente un conservatore come candidato e potrebbero trovare in Cruz una valida scelta. E’ dato in testa in Iowa e negli altri stati più conservatori (tra cui il suo Texas). Lui fa parte della fascia più estrema dei conservatori, ha subito gravi sconfitte nel 2013 con il caso Obamacare e la perdita di Cuccinelli, ultraconservatore del Tea Party, in Virginia. Non è il massimo dell’eligibilità, contro Hillary molto propabilmente andrebbe incontro a una sconfitta sicura. E’ vero che i repubblicani hanno bisogno di un conservatore, ma vogliono anche tornare a vincere e al momento Cruz non è adatto per vincere.

Paul Ryan. Congressman del Wisconsin, soprattutto candidato alla vicepresidenza di Mitt Romney nel 2012. Viene da uno swing-state, ma per molti lui non sarà della partita nel 2016. Si è ipotizzato per lui l’incarico di Presidente della Camera dei Rappresentanti, ma ancora non ha deciso. Per molti commentatori non potrebbe correre contro il governatore del suo stato, Scott Walker. Un sondaggio di pochissimi giorni gli assegna un vantaggio nazionale, ma scorrendo i sondaggi dei singoli stati vediamo un Ryan debole, quasi mai a doppia cifra, che però è competitivo nel suo Wisconsin e soprattutto in Iowa. Un vantaggio a favore di Ryan è il fatto che lui ha già visitato questi stati durante la campagna presidenziale del 2012 e inoltre gode di grande popolarità tra i repubblicani.

Rick Santorum. Ex senatore della Pennsylvania e sfidante di Mitt Romney nelle primarie repubblicane del 2012. Ha il vantaggio di essere già molto conosciuto nel partito, a causa della campagna presidenziale ed inoltre ha dietro un gruppo conservatore fondato dallo stesso Santorum che potrebbe sostenerlo in caso di nuova corsa per la presidenza. Quasi mai a doppia cifra nei sondaggi, può essere competitivo nella sua Pennsylvania e in Iowa, stato che lo ha visto vincitore nel 2012. Santorum rientra tra i tanti candidati conservatori (insieme a Cruz, Paul, Huckabee, Perry) e una stretta concorrenza potrebbe svantaggiarlo. Infatti rischia di ripetersi ciò che è successo nel 2012. Tanti candidati per un unico blocco conservatore, spaccato, che favorisce la vittoria dell’avversario. Inoltre contro Hillary non ci sarebbe partita. Le chance di una sua corsa sono alte, di una buona riuscita un po’ meno.

Mike Huckabee. Ex governatore dell’Arkansas e candidato alle primarie repubblicane del 2008. E’ stato il principale concorrente di John McCain ed è riuscito a vincere molti stati tradizionalmente conservatori. Ha vinto, nel 2008, i caucus dell’Iowa con ampio margine, e i sondaggi di questo periodo lo danno in testa proprio in questo stato, oltre che in altri stati conservatori. Ha lanciato un sondaggio sul suo sito, ottenendo un grande numero di consensi, nonostante il suo nome non fosse tra i candidati. Poco tempo fa ha definito le possibilità di correre come un 50-50. Personalmente credo che sono di più le possibilità di una corsa presidenziale, anche se bisogna vedere quanti esponenti avrà il fronte conservatore, di cui Huckabee fa parte, anche se non è estremo come Cruz. Contro la Clinton potrebbe far meglio degli altri conservatori, ma non fino al punto di vincere.

Rand Paul. Eletto nel 2010 senatore del Kentucy, è il figlio di Ron Paul. Anche lui è considerato membro del Tea Party, ma rispetto agli altri conservatori lui è più “libertario” e sta ricevendo molto consenso tra i giovani e nel web, come suo padre Ron. Le campagne presidenziali del padre non sono andate mai a buon fine, vedremo se il figlio riuscirà a fare meglio. Le possibilità di una sua corsa sono molto alte, e i sondaggi del periodo lo danno competitivo in molti stati, tra cui Iowa e anche New Hampshire, in cui sembra addirittura essere in testa. Ha avuto in passato scontri con Christie, che lo ha definito “pericoloso” per il partito. Vedremo come si evolverà la cosa, ma se dovesse correre potrebbe avere veramente dei bei risultati. Contro Hillary avrebbe poche chance di farcela.

Jon Huntsman. Ex governatore dello Utah, ambasciatore in Cina e candidato alle primarie repubblicane del 2012. Moderato, al momento sembra escludere una nuova corsa presidenziale, però in questo periodo ha visitato i primi stati della stagione delle primarie. Potrebbe raccogliere i delusi di Christie, rubargli un po’ dell’elettorato, fare buoni risultati in New Hampshire ma oltre a questo non penso potrebbe andare. Se i repubblicani dovrebbero scegliere semplicemente il più eleggibile e quello che veramente può battere Hillary, sceglierebbero lui senza dubbio, però c’è bisogno di una figura che sia anche conservatrice. Possibilità di corsa presidenziale medie, di riuscita quasi nulle (nelle primarie), mentre nelle generali sarebbe un buon candidato da contrapporre alla Clinton.

Bobby Jindal. Governatore della Louisiana, anche lui conservatore. Si parla molto poco di lui, avrebbe buone possibilità in alcuni stati del sud ma i sondaggi attuali lo danno sempre o ultimo o penultimo, con percentuali a doppia cifra solo nel suo stato, la Louisiana. Le chance di una sua corsa sono altine, per alcuni deve ancora esprimere il suo potenziale, anche se contro Hillary non avrebbe possibilità.

Rick Perry. Governatore del Texas, candidato nel 2010 per le primarie repubblicane, anche lui è conservatore. Chance di corsa alte, anche se dobbiamo vedere se correrà contro un altro esponente proveniente dal Texas, Ted Cruz. I sondaggi non lo danno mai a doppia cifra, neanche nel suo Texas, dove soffre la concorrenza di Bush. Nonostante ciò le possibilità di una campagna presidenziale vengono considerate alte. Potrebbe riuscire a vincere la nomination, chissà, ma contro la Clinton avrebbe zero possibilità di vittoria.

John Kasich. Governatore dell’Ohio, ex giornalista della conservatrice Fox News. Lui è considerato moderato, anche se conservatore sui temi fiscali. Affronterà quest’anno una rielezione che sembra molto propabile. Al momento i sondaggi non lo danno competitivo da nessuna parte, neanche nel suo Ohio. Possibilità di battere Hillary medie, di correre basse, di riuscire a conquistare la nomination ancora più basse.

Peter King. Congressman per lo stato di New York, moderato, ha attaccato diverse volte i più conservatori del suo partito. Ha buone chance di correre, ma di riuscire a vincere la nomination nulle, anche per un recente scandalo che lo ha travolto.

 

Abbiamo visto tutti coloro che vengono considerati potenziali candidati. Nei prossimi mesi potranno spuntarne altri, e non esiteremo ad aggiornarvi.                                                                      

Nelle prossime settimane cominceremo ad occuparci in pieno delle elezioni di medio termine di Novembre. Per restare aggiornati seguite il mio account twitter, che da oggi in poi sarà sempre più aggiornato.

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