La lenta rivoluzione verde

“Meno green e più combustibili fossili”, con queste poche parole si potrebbe sintetizzare il 2015 energetico del bel paese. Nell’anno appena trascorso, la domanda di energia elettrica ha ripreso ad aumentare dopo tre anni di cali, +1,5%, passando da 310.535 GWh a 315.234 GWh. Aumenta la produzione netta di energia, +0,6%, che ha visto una ripresa della produzione termoelettrica a fronte di una riduzione dell’energia ottenuta da fonti rinnovabili. In marcato aumento è anche l’energia importata dall’estero con il saldo energetico negativo che cresce del 6,1% arrivando a coprire il 15% della domanda nazionale.
Le fonti rinnovabili (idroelettrico, geotermico, eolico e fotovoltaico) nel 2015 hanno prodotto 89.832 GWh corrispondenti al 29% della domanda energetica nazionale, in netto calo rispetto ai 102.062 GWh prodotti nel 2014 ( 33% della domanda). In difficoltà è sopratutto la produzione di energia idroelettrica, importante nelle regioni del nord Italia, che subisce gli effetti di una stagione avara di piogge. In calo anche l’eolico che ha visto rallentare o meglio azzerare i nuovi impianti per lungaggini burocratiche e calo degli incentivi. Meglio va al fotovoltaico, la cui maggiore versatilità ne privilegia l’uso domestico, tale fonte segna un aumento del 13%. In leggero miglioramento anche il geotermico (+4,5%) che di recente ha riscosso nuovi interessi, anche al di fuori della Toscana, unica regione dove questa fonte energetica viene sfruttata.
Discorso ben diverso per la produzione termoelettrica che aumenta dell’8,3% fino a 180.871 GWh e copre ben il 56% della domanda energetica nazionale. Tale fonte si avvale principalmente di combustibili fossili e negli ultimi anni Biomasse e simili. Il combustibile fossile più utilizzato in Italia è il Gas naturale, seguito dal Carbone, mentre il petrolio copre quote residuali nella generazione di Energia.
Fondamentale per il nostro Mix energetico è il contributo dell’energia importata, che nel 2015 è arrivata a toccare i 50.846 GWh. Importiamo energia elettrica soprattutto da Svizzera e Francia ma anche da Austria e Slovenia. Bene le esportazioni (4.446 GWh) che dal Sud Italia sono dirette verso Grecia e Malta. Il saldo fra importazioni ed esportazioni si è ampliato fino a 46.381 GWh e pesa notevolmente sulla nostra bilancia commerciale.
La ripresa della domanda è stata più forte al Sud (+4,4%) e nel Centro Nord (+4,3%) mentre risulta ancora in calo in Sicilia (-1%) e nel Nord Ovest (-1,5%).
Sebbene il calo delle rinnovabili sia dovuto principalmente a questioni climatiche, il 2015 segna un battuta d’arresto per la green economy italiana. Le associazioni di categoria lamentano scarsa attenzione da parte del governo che da oltre un anno non fissa le date delle aste competitive per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili. A livello globale nel 2015 gli investimenti sulle fonti rinnovabili hanno toccato quota 329 Miliardi, +4% rispetto all’anno precedente, trascinati soprattutto dalla Cina (110 miliardi) e dal resto dell’Asia che spera in questo modo di ridurre la propria dipendenza energetica dall’inquinante Carbone. L’Italia resta un punto di riferimento internazionale nella produzione di energia da fonti rinnovabili ma la rivoluzione Green, impetuosa negli anni passati, sta rallentando e senza la dovuta attenzione potrebbe perdere la sua competitività internazionale.
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