Sondaggi d’America / 115 – Rubio e Cruz vincono il dibattito CNBC, Bush in difficoltà. Stanotte si eleggono i governatori di Kentucky e Mississippi.

Salve amici. Il 28 ottobre si è tenuto il terzo dibattito repubblicano, trasmesso sulla CNBC.Ci sono stati molti spunti interessanti. Cominciamo da uno dei vincitori (per i media il vincitore) del dibattito: Marco Rubio, protagonista di uno scambio di opinioni con Jeb Bush che lo ha visto uscire vittorioso.

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Bush: “Io sono un cittadino del tuo stato e vorrei un senatore che rappresenti a tempo pieno le persone che lo hanno eletto. Se la tua campagna non te lo permette, puoi benissimo dimetterti e lasciare il tuo posto a qualcun’altro.”

Rubio: “Nelle settimane passate Bush ha detto che si sta ispirando alla campagna di John McCain del 2008. Sai quanti voti al Senato sono stati saltati da McCain? Non ti sei mai lamentato sul suo record di presenze al Senato. L’unica ragione per cui lo stai facendo con me è perche entrambi siamo candidati per la stessa posizione e qualcuno ti ha convinto che attaccarmi ti aiuterà.

“La mia campagna è sul futuro dell’America e non sull’ attaccare qualcun’altro. Continuerò ad avere rispetto e ammirazione per Bush. Non sto correndo contro di lui, non sto correndo contro nessuno dei candidati. Io sto correndo perche non possiamo eleggere Hillary Clinton e farle attuare le politiche di Obama.”

Ora Rubio ha il suo momentum. Secondo un sondaggio Monmouth sul New Hampshire, Rubio ha triplicato la sua percentuale, passando dal 4% al 13%. Un segnale ulteriore è l’endorsement guadagnato dal Senatore del Colorado Cory Gardner, eletto nel 2014. Questi aveva ricevuto in campagna elettorale il supporto sia di Rubio che (specialmente) di Bush ma ha deciso di appoggiare Rubio, definendolo come il miglior candidato per il futuro. Questo è il primo endorsement di un senatore per Rubio.

Jeb Bush è in difficoltà. Questa non è la fine della sua campagna, ma l’ex Governatore della Florida dovrà fare molto bene nel prossimo dibattito del 10 novembre e invertire la tendenza, non positiva. Secondo un report della sua campagna, Bush ha soltanto poco più di 1.280 voti assicurati in Iowa. E secondo un sondaggio PPP dell’Iowa, perfino il Governatore della Louisiana Bobby Jindal (inchiodato tra lo 0% e l’1% nei sondaggi nazionali, ma forte in Iowa) fa meglio di lui (6% per Jindal, 5% per Bush).

L’altro vincitore è stato Ted Cruz, che ha attaccato la gestione del dibattito da parte della CNBC, guadagnandosi una standing ovation dagli spettatori del dibattito.

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Cruz: ”Le domande che sono state rivolte ai candidati in questo dibattito fanno capire perchè il popolo americano non si fida dei media.

Questo non è un ring. A Trump dite che è il cattivo dei fumetti, a Carson chiedete se può fare matematica, spingete Kasich ad insultare le persone sul palco, a Rubio chiedete perchè non si dimette, incalzate Bush sui suoi numeri nei sondaggi. Che ne dite di parlare delle questioni di merito?”

Anche Cruz ha il momentum. Secondo un sondaggio PPP dell’Iowa, Cruz ha guadagnato ben 6 punti in questo stato, passando dall’8% al 14%, non molto distante da Trump (22%) e Carson (21%). La strategia di Cruz è perfetta: non scontrarsi con Trump per poi poter guadagnare suoi consensi in caso di fallimento della candidatura del magnate.

Buonissima performance anche per Chris Christie, che ha inveito contro i moderatori del dibattito a causa di una domanda sul fantasy football (una sorta di fantacalcio americano).

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Christie: “Stiamo veramente parlando del ruolo del governo sul fantasy football? Abbiamo 19 trilioni di debito, abbiamo persone senza lavoro, abbiamo l’ISIS e Al-Qaeda che ci stanno attaccando e stiamo parlando del fantasy football? Potete smetterla (rivolgendosi ai moderatori)?

Che ne dite di convincere il governo a proteggere i nostri confini, proteggere il nostro popolo, sostenere i valori americani e le famiglie americane. Basta con il fantasy football. Lasciate giocare la gente. A chi importa?”

Anche Christie sta guadagnando qualcosa nei sondaggi. +2% in un sondaggio nazionale della NBC, +2% in Iowa per la PPP e +3% in New Hampshire per Monmouth. Ma Christie ha un problema.

Per decidere la composizione del dibattito del 10 novembre su Fox Business, verranno presi in considerazione non soltanto i sondaggi post-dibattito (positivi per Christie), ma anche quelli ed in tutti questi Christie è sotto alla soglia del 2,5% necessaria per partecipare al dibattito in prima serata. La scadenza per l’inserimento di altri sondaggi nella media è fissata a domani. Ad oggi, Christie è al 2% e quindi avrà bisogno di un miracolo per rimanere nel dibattito dei “grandi”.

Momenti non memorabili per gli altri candidati. Ben Carson ha ammesso che la sua più grande debolezza è immaginarsi Presidente, Donald Trump ha difeso il suo piano economico dalle critiche dei moderatori, John Kasich è stato l’unico a non lamentarsi sulla gestione del dibattito. Momenti non degni di nota per Carly Fiorina (in calo nei sondaggi), Mike Huckabee. Invisibile Rand Paul, che continua a perdere terreno.

Questi sono i sondaggi post-dibattito, con incluse le variazioni rispetto ai sondaggi precedenti.

Il sondaggio nazionale è stato realizzato con metà interviste prima e metà interviste dopo il dibattito (ecco perchè Rubio non guadagna niente nel computo nazionale).

NAZIONALE [NBC/WSJ] – Carson 29% (+7%), Trump 23% (- 5%), Rubio 11% (- 2%), Cruz 10% (+1%), Bush 8% (=), Fiorina 3% (- 4%), Kasich 3% (=), Huckabee 3% (=), Christie 3% (+2%), Paul 2% (=)

IOWA [PPP] – Trump 22% (- 2%), Carson 21% (+4%), Cruz 14% (+6%), Rubio 10% (+2%), Huckabee 6% (=), Jindal 6% (+2%) [non sottovalutiamo Jindal, potrebbe fare un buonissimo risultato in Iowa] , Fiorina 5% (- 8%), Bush 5% (- 1%), Christie 3% (+2%), Kasich 2% (=), Paul 2% (- 2%), Santorum 2% (- 1%)

NEW HAMPSHIRE [MONMOUTH] – Trump 26% (- 2%), Carson 16% (- 1%), Rubio 13% (+9%), Kasich 11% (=), Cruz 9% (+1%), Bush 7% (=), Christie 5% (+3%), Fiorina 5% (- 2%), Paul 3% (- 1%), Huckabee 1% (=)

Stanotte si voterà per rinnovare i governatori di Kentucky e Mississippi.

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La sfida più interessante è in Kentucky, dove il governatore democratico uscente Steve Beshear non è eleggibile per un terzo mandato consecutivo. I democratici candidano il procuratore generale Jack Convay, un democratico moderato e non liberale, e quindi più in linea con l’elettorato del Kentucky.

Le primarie repubblicane sono state molto combattute e hanno visto prevalere di 83 voti (su oltre 214.000 voti validi) l’ultra conservatore Matt Bevin (che aveva provato a sconfiggere Mitch McConnell alle primarie repubblicane del 2014, senza successo) sul più moderato James Comer.

In lizza anche l’indipendente Drew Curtis, accreditato con più del 6% nei sondaggi. Ma non dimentichiamoci che i candidati indipendenti tendono a sgonfiarsi il giorno delle elezioni.

La campagna svolta dal repubblicano Bevin non è stata delle migliori. Il democratico Conway è in vantaggio negli ultimi sondaggi, con un margine intorno ai 5 punti. A mostrare parità è soltanto un sondaggista molto vicino ai repubblicani.

I sondaggi del Kentucky tendono a sottostimare il supporto dei repubblicani. Ciò è accaduto nel 2014 e potrebbe accadere di nuovo anche quest’anno, per questo non siamo sicuri al 100% di una vittoria di Conway, che però rimane il favorito. Anche questa volta proveremo a fare una previsione, tenendoci abbastanza larghi con delle forchette. Ma non dimentichiamo inoltre che degli 11 sondaggi usciti nel corso dell’anno, soltanto 3 risalgono a fine ottobre.

Conway (D) 47% – 51%

Bevin (R) 43% – 47%

Curtis (I) 4% – 8%

Passiamo al Mississippi. L’unico sondaggio realizzato risale al 25 ottobre e assegna un grande vantaggio al governatore repubblicano uscente Phil Bryant rispetto allo sfidante democratico Robert Gray: 66% contro 28%. Non ci sono dubbi su chi vincerà: Bryant sarà rieletto. Da vedere soltanto la percentuale di Bryant: sopra o sotto il 70%?

Per oggi è tutto. Vi invitiamo a seguire il nostro account twitter.com/KriAmerica che vi terrà aggiornati su dibattito, sondaggi e molto altro.

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