Ultima Corsa Clandestina: nell’Ippodromo Meneghino Fan Idòle conserva 3,2 secondi di vantaggio sul pentastellato Igor Brick

Abbiamo atteso a lungo, ma alla fine ne è valsa la pena. Dopo aver inseguito invano due biglietti per i posti di prima fila all’Ippodromo Meneghino, arrangiandoci a sbirciare il circuito da televisori di fortuna, proprio in extremis siamo riusciti trovare un bagarino onesto che, senza pretendere troppo, ci ha fatto accomodare in tribuna d’onore. Così, grazie al provvidenziale aiuto di un celebre direttore di corsa, siamo riusciti ad assistere all’ultima gara della stagione comodamente seduti in poltrona, circondati da monitor ad altissima definizione.

Le performance dei cavalli alla vigilia del Grand Prix d’Europa, che riportiamo qui sotto integralmente, sono state analizzate in ogni dettaglio dagli allibratori. E scomposte nei cinque GP locali che, insieme, danno vita al dato nazionale. Non solo: i cronometristi ufficiali del percorso hanno anche comunicato agli spettatori il tempo minimo e massimo ottenuto dai singoli purosangue durante la corsa. E questo ha aggiunto un certo grado di suspance allo spettacolo.

Si tratta, nel loro complesso, di dati leggermente diversi da quelli che avevamo intravisto nei giorni scorsi allo stesso ippodromo. È cambiato lo stato di forma dei cavalli o siamo stati ingannati in precedenza dalla pessima qualità del segnale video? Ormai ha poca importanza, ma ci auguriamo che nei prossimi anni l’ippica italiana possa uscire da questa condizione di clandestinità dettata da una legge che, ci dicono, ha eguali solo in Mozambico. Adesso, però, godiamoci l’ultima telecronaca della stagione.

Fan Idòle, che molti davano in difficoltà all’Ippodromo Meneghino, riesce a rintuzzare l’ultimo assalto di Igor Brick e vince la corsa chiudendo in 31″ netti, con poco più di tre lunghezze di vantaggio sul puledro pentastellato. Il miglior tempo di Igor Brick (29,8″), però, è migliore del giro più lento di Fan Idòle (29″ netti). E questo regala ancora un filo di speranza ai tifosi dello scapestrato fantino genovese e del suo cavallo. Alla schiacciante superiorità del purosangue di razza schulz nei circuiti del Nord e del Centro, si contrappone un Igor Brick velocissimo al Sud e nelle Isole. Oggi ne vedremo di tutti i colori.

Terzo, con un 18,5″ che non rende giustizia alla sua storica superiorità nell’ippica nostrana (e in questo circuito in particolare), si piazza Varenne. Benino nelle piste meridionali e malissimo al Centro e al Nord, il cavallo azzurro non riesce a superare la barriera psicologica dei 20″. E adesso per Burlesque, dopo aver sbrigato le proprie faccende a Château de Boscòn, si preannuncia un periodo di profonde riflessioni.

Riescono a superare l’ostacolo di sbarramento due ex (?) alleati di Varenne, il nordico Groom de Bootz (5,7″) e il moderato Ipson de Scipiòn (4,9″). Il primo sfrutta le sue caratteristiche settentrionali, il secondo sceglie una strategia radicalmente opposta, anche se ultimamente sembra un po’ in affanno.

Fuori per un soffio dal conteggio dei sacchi di biada, almeno secondo la media dei loro tempi, sia Frerès Tricolòr (3,9″) che General de Ematopulòs (3,8″). Il miglior giro di entrambi i cavalli, però, continua a far sperare i tifosi che affollano rispettivamente la curva destra e quella sinistra.

Senza speranze – e con sempre meno tifosi – il cavallo della scuderia meticcia Ipson de la Boccòn/Petit Jean. Archiviata l’esperienza con l’equivoco fantino belga, anche per lui si annunciano lunghe discussioni sul futuro.

Per questa stagione è tutto, a meno di clamorose novità dell’ultim’ora. I vostri umili telecronisti vi salutano, ringraziando tutti per la massiccia (come sempre) partecipazione. Appuntamento, chissà quando, al prossimo Grand Prix d’Italia!

 

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