Storia (elettorale) vera dell’inizio della Guerra Civile Spagnola del ’36

In questo periodo invernale, in cui pioggia e freddo ci fanno compagnia quotidianamente, tutti abbiamo rivolto il pensiero almeno una volta a una bella spiaggia soleggiata. Caraibi, Polinesia, Spagna, di fronte a certe meraviglie naturali viene spontaneo chiedersi quali paradisi incontaminati dovessero essere un secolo fa. Purtroppo non è il caso della Spagna.

Le scogliere mozzafiato delle Asturie e i morbidi paesaggi dell’Andalusia, così come le altre regioni della Spagna, sono stati meraviglioso teatro di un orribile scontro. Infatti tra il 1936 e il 1939 ha preso vita in quei territori la Guerra Civile Spagnola, che ha provocato mezzo milione di morti e la nascita della dittatura filo-fascista del Generale Franco durata fino al 1975.

Le premesse di questo conflitto, che ha portato alla morte del 2% circa dell’intera popolazione spagnola, risalgono ad alcuni decenni prima.

La Spagna ottocentesca era una nazione povera, contadina, posseduta e governata da pochi latifondisti, neppure lontanamente paragonabile alla potenza coloniale che fu tra il  XVI e XVII secolo. I poteri forti spagnoli del tempo, cioè Chiesa, esercito, monarchia e latifondisti diedero alla Spagna un assetto monarchico-costituzionale. Tra il 1872 e il 1874 ci fu il primo tentativo di istituire una repubblica, ma l’anno seguente la monarchia fu restaurata. L’esperienza repubblicana lasciò in eredità un consistente fronte favorevole alla repubblica.

Per contrastare le crescenti spinte repubblicane e progressiste, i moderati e conservatori spagnoli sostennero la dittatura di Miguel Primo de Rivera(1923-1930). In questo periodo il dittatore, ideologicamente vicino al fascismo italiano, tentò di modernizzare un paese notevolmente arretrato rispetto al resto d’Europa. Quando la crisi del 1929/30 arrivò anche in Spagna, la dittatura perse il consenso di tutti gli strati sociali. Così Primo de Rivera fu costretto dal Re Alfonso XIII alle dimissioni, con le quali terminò anche la dittatura.

Il 12 Aprile 1931 furono indette in tutta la Spagna elezioni municipali. Si contrapposero principalmente due schieramenti : Repubblicani-Socialisti contro Monarchici. L’esito delle consultazioni fu imprevisto e dalle enormi implicazioni politiche. Benché il risultato considerato a livello nazionale fu pressoché di parità( 40.324 consiglieri monarchici eletti e 36.282 repubblicani-socialisti), in tutte le città i repubblicani vinsero nettamente.

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A Madrid la coalizione Repubblicano-Socialista ottene il 76% dei consensi, a Valencia il 79%, a Barcellona il 64%(di cui 31% della Sinistra Repubblicana di Catalogna-ERC), a Siviglia il 57%. La coalizione Repubblicano-socialista elesse 40 sindaci di capoluogo di provincia,mentre i monarchici solo 10. Nelle città i monarchici raccolsero consensi molto bassi: attorno al 20% in quelle più grandi.Invece nei piccoli paesi, dove Chiesa e latifondisti avevano grande influenza, vinsero largamente. Questo indiretto plebiscito contro la monarchia portò Re Alfonso XIII,abbandonato anche dai monarchici moderati, a lasciare la Spagna due giorni dopo: il giorno stesso fu proclamata la Seconda Repubblica Spagnola.

Le elezioni costituenti furono indette per il 28 Giugno 1931.La mancanza di un’idea diffusa di partito di massa, in favore di una concezione di partito composto di notabili locali, determinò la proliferazione di liste locali e la frammentazione dello scenario politico. La legge elettorale in vigore(un sistema maggioritario plurinominale parziale) avvantaggiava le coalizioni di partiti. Venne quindi creata una coalizione repubblicano-socialista a cui si oppose un fronte anti-repubblicano diviso in varie liste non coalizzate. Il responso delle urne fu inequivocabile: i repubblicani vinsero largamente,in particolare la componente di sinistra.

La sinistra marxista e anarchica conquistò 123 seggi,la sinistra repubblicana 168,i repubblicani di centro e centro-destra 137, infine la destra monarchica 42. Venne eletto primo ministro Manuel Azaña, un repubblicano liberale di sinistra.

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In questa data si fa cominciare il “biennio rosso”(1931-1933). Infatti durante questi due anni il governo,forte del consenso popolare, prese provvedimenti contro Chiesa,esercito e latifondisti.

Chiesa e  Stato si separarono definitivamente, privando così la Chiesa di molti privilegi. Molti ufficiali dell’esercito furono mandati in pensione anticipatamente. Inoltre i più grandi latifondi spagnoli furono nazionalizzati e fu imposto agli industriali un aumento salariale per gli operai.

Anche se appena nata la Repubblica dovette affrontare numerosi problemi. Fin da subito si pose la questione degli indipendentismi basco e catalano. Inoltre la crisi economica degli anni precedenti aveva distrutto il settore agricolo e industriale aumentando povertà e disoccupazione negli anni seguenti così da generare malcontento tra la popolazione. Infine l’attacco ai poteri forti spagnoli creò numerosi  influenti nemici al Governo. Proprio da questi ambienti fu sostenuto il fallito colpo di stato del gennaio ’32 guidato da alti ufficiali dell’esercito.

Sempre più in crisi il governo Azaña perse il supporto della sinistra anarchica e sindacalista delusa dall’azione troppo moderata e lenta dell’esecutivo. La crisi fu totale quando a seguito di un’azione repressiva dell’esercito nel gennaio ’33 in cui persero la vita 25 persone, il Governo perse definitivamente il consenso delle classi lavoratrici. Attaccato sia da sinistra che da destra e privo del sostegno popolare, Azaña si dimise ponendo fine al “biennio rosso”.

Le elezioni furono indette per il 19 novembre ’33. Crollato il governo di sinistra, il fronte conservatore si riorganizzò. Il 4 marzo ’33 venne fondato il CEDA, un partito tradizionalista e monarchico, nato per preservare gli interessi della Chiesa e dei grandi proprietari terrieri.

L’esito di queste consultazioni popolari ribaltò quello delle precedenti dando la maggioranza ai conservatori e rafforzando lo schieramento del centro liberale. La sinistra marxista ottenne appena 60 seggi, quella repubblicana 37,e si verificò invece  un exploit delle liste repubblicane di centro e centro-destra che si aggiudicarono 173 seggi. Ma il vero vincitore fu certamente la destra guidata dal CEDA che si assicurò 195 seggi.

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Il nuovo Governo conservatore diede inizio al “biennio negro”(1933-1935) annullando le riforme del precedente governo e restaurando la condizione pre-repubblicana. Cominciò una persecuzione nei confronti dei partiti di sinistra e dei suoi militanti che quindi, per difendersi, formarono un blocco unitario:il Fronte Popolare. L’opposizione  si impegnò nell’organizzazione e nel sostegno di scioperi e rivolte, celebri in particolare nelle Asturie perché represse nel sangue dal futuro dittatore Franco.

La Spagna era nel caos divisa tra il Governo e le rivolte popolari. Oramai impotente il Governo indisse elezioni per il 16 febbraio ’36 nel tentativo di dare un governo forte alla Spagna. Eppure le elezioni non diedero l’esito sperato. Il voto si polarizzò dando pochissimi seggi ai partiti di centro, a dimostrazione che il paese era diviso in due fronti avversi. Il Fronte Popolare conquistò 4.451.300 voti(47,03%) contro i 4.375.800(46,48%) dei partiti di destra. Si formò un debole governo di centro-sinistra incapace di far fronte alla crescente radicalizzazione della politica.

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Fuori e dentro il Parlamento lo scontro tra conservatori e progressisti era conclamato. Il conflitto divenne armato e si formarono milizie combattenti, celebre esempio la “Falange Española ” guidata da José Antonio Primo de Rivera, figlio del passato dittatore. Con l’omicidio di due importanti esponenti politici appartenenti ai due opposti schieramenti si giunse al punto di non ritorno.

Il 17 luglio ’36, tre giorni dopo la sepoltura delle due celebri vittime, il Generale Franco, governatore delle Canarie e già Capo di Stato Maggiore nell’esercito, entrò in Spagna alla guida di un contingente di forze armate, dando vita a un colpo di stato militare. Cominciò allora la Guerra Civile Spagnola.

 

Fonti

  • Spain’s First Democracy: The Second Republic, 1931-1936, Stanley G. Payne
  • L’età contemporanea, Ortoleva-Revelli, Ed.Bruno Mondadori
  • The Causes of the Spanish Civil War, historylearningsite
  • Grafici e dati provenienti da historiaelectoral.com

Edoardo Giorgetti

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