Sondaggi d’America – Effetto post-convention a favore della Clinton

Salve amici. Le convention sono ufficialmente terminate. La settimana scorsa è stato il turno della convention democratica. Si è aperta con la protesta anti-Clinton da parte dei sostenitori di Sanders. Grandi protagonisti il senatore del New Jersey Cory Booker, potenziale candidato alla vicepresidenza, Bill Clinton, il Vicepresidente Joe Biden, il Presidente Barack Obama e sua moglie Michelle.

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Hillary Clinton durante il suo discorso alla convention democratica

Nel suo discorso di accettazione, Hillary Clinton ha fortemente attaccato Trump, ritenendolo inadatto per il ruolo di Presidente, ed ha affermato che l’America è forte ed ha invitato gli americani a non cedere al suo populismo e alla convinzione che l’uomo solo al comando possa risolvere i problemi degli Stati Uniti.

La Clinton ha inoltre affrontato il tema dell’economia e quello della questione razziale, invitando a mettersi nei panni dei giovani delle minoranze vittime di razzismo, ed ha omaggiato la vita dei poliziotti che svolgono un lavoro pericoloso.

Sia Trump che la Clinton, dopo le rispettive convention, hanno visto i loro consensi aumentare. E’ il classico effetto post-convention.

Trump, che prima della convention era in svantaggio di 3 punti nella media di Real Clear Politics, è passato in testa di 1 punto, recuperandone 4. La Clinton, indietro di 1 punto prima della convention democratica, ora è avanti di 4 punti nella media di Real Clear Politics  ma è molto probabile che il suo vantaggio aumenti nei prossimi giorni.

Quindi, considerando anche i singoli sondaggi post-convention e non soltanto la media, possiamo affermare che l’effetto post-convention è stato più marcato per la Clinton.

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E’ stato possibile riscontrare l’effetto post-convention anche nei sondaggi dei singoli stati.

Dopo la convention repubblicana, un sondaggio della PPP sull’Ohio assegnava a Trump un vantaggio di 3 punti nella sfida a 4 (42-39 con Johnson al 6 e la Stein al 2) e mostrava una situazione di parità nella sfida a 2 (45-45). Il sondaggista Rasmussen, anche se famoso per sovrastimare i repubblicani, mostrava Trump avanti di 5 punti (43-38 con Johnson all’8) in Nevada.

Effetto post-convention più marcato per la Clinton. Secondo la PPP, la Clinton è avanti di 3 punti nella sfida a 4 in Pennsylvania (45-42 con Johnson al 4 e Stein al 2), mentre amplia il suo vantaggio a 4 punti nella sfida a 2 (49-45). Rasmussen, che dopo la convention repubblicana mostrava Trump avanti di 5 punti in Nevada, ora assegna alla Clinton un vantaggio di 1 punto (41-40 con Johnson al 10 e Stein al 4).

Due sondaggi della Georgia, stato tradizionalmente repubblicano in cui però la Clinton ha possibilità in caso di vittoria netta a livello nazionale, mostrano una sfida molto competitiva. Per SurveyUSA Trump è avanti di 4 punti (46-42 con Johnson al 5 e Stein al 2), mentre per Landmark vi è una situazione di parità (45-45 con Johnson al 4 e Stein all’1).

Infine, buonissime notizie per i democratici dallo Utah. Lo Utah è uno stato tradizionalmente repubblicano, in cui la presenza dei mormoni è molto forte (Romney, repubblicano e mormone, vinse con il 73% contro il 25% di Obama nel 2012). Trump non è particolarmente popolare tra i mormoni e non è il candidato giusto per uno stato come lo Utah. Nei caucus repubblicani Cruz ha vinto con il 69%, seguito da Kasich al 17% e da Trump con il 14%. Un sondaggio uscito dopo la convention democratica mostra la Clinton avanti di 1 punto (36-35). Questi numeri sono chiaramente frutto dell’effetto post-convention. Lo Utah andrà ai repubblicani anche nel 2016, ma Trump sarà protagonista della peggior performance di un repubblicano in Utah nella storia moderna. Se la Clinton sarà protagonista di una vittoria schiacciante, allora potrà insidiare Trump anche nello Utah.

Il libertario Johnson potrebbe fare molto bene, specialmente se guadagnerà l’endorsement di Mitt Romney (molto popolare in questo stato): un sondaggio di alcune settimane fa sul 4° distretto congressuale dello Utah (più favorevole i democratici rispetto al resto dello stato) ha mostrato una situazione di parità a tre, con Trump al 29, Clinton al 27 e Johnson al 26.

Per oggi è tutto. Vi invitiamo a seguire il nostro account twitter.com/BidimediaUSA che vi terrà aggiornati con sondaggi, notizie e molto altro. A partire dal prossimo post verranno pubblicate le nostre previsioni ufficiali su presidenza, Senato e governatori.

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