Voci dal PD – Analisi di una Sconfitta

Commenti alle amministrative del gruppo di frequentatori di Bidimedia simpatizzanti del Piddì.

A commento delle elezioni amministrative, il segretario PD Matteo Renzi ha pubblicamente ammesso la vittoria dei 5 stelle. Noi militanti e iscritti PD, oltre che frequentatori  di Sondaggi Bidimedia, non aspettavamo altro per abbandonarci ad un piacere che ci era stato sottratto per tanto, troppo tempo: l’analisi della sconfitta, o semplicemente “ADS”, come la chiamiamo amichevolmente tra di noi.

Se infatti quasi tutti davano per scontato l’esito di Roma, spiacevoli (o piacevoli, dal punto di vista dell’ADS) sorprese sono arrivate, tra le altre, da Torino, Trieste, Novara, Pordenone… Sorprese di non ovvia interpretazione, dato che in alcune regioni d’Italia, Lombardia in primis, sono stati conseguiti buoni successi. Come al solito, la sconfitta riluce di molte sfumature di grigio: è compito dell’ADS distinguerle tutte e capire  gli errori alla base del risultato, per poter correggerli in prospettiva o, perlomeno,  per sbatterli in faccia alle correnti avversarie.  A seguito di una discussione di un paio di giorni, ne è scaturita una scissione in base ad opposte analisi che non si è ancora ricomposta. In attesa di trovare una sintesi con una votazione a maggioranza nella direzione nazionale, riportiamo per completezza tutte le posizioni e valutazioni emerse durante l’ADS, con la speranza di chiarificare le possibili prospettive sul risultato.

Interpretazione Marxista: La ripresa economica è troppo debole e non si fa sentire tra i ceti sociali più disagiati che abitano le periferie, dove infatti il PD arranca. Il PD di governo viene visto come rappresentante delle istanze del ceto produttivo, della borghesia dei centri città e della grande finanza, mentre fatica drammaticamente a comunicare con il proletariato, i giovani precari e i pensionati in difficoltà. Se il Renzi dei primi tempi era riuscito a dare speranza a quel mondo, ora questa speranza si è trasformata in delusione, che ha indotto molto a rifugiarsi nelle facili e illusorie soluzioni proposte dal Movimento 5 Stelle.

 Interpretazione identitaria: Renzi ha snaturato il Partito Democratico. Il suo atteggiamento sprezzante verso la storia della sinistra può avergli fatto guadagnare le simpatie di una parte dell’elettorato del vecchio centrodestra, ma ha allontanato la solida base su cui il centro-sinistra si è sempre poggiato. Che la scelta che non abbia pagato lo dimostrano i bei successi di Cagliari e Milano, ottenuti da una coalizione Ulivista che includeva partiti alla sinistra del PD, mentre la scellerata alleanza con Verdini ha lasciato la Valente fuori dal ballottaggio a Napoli. Renzi si è lasciato scivolare tra le mani un patrimonio politico decennale e ha tradito la nostra gente, il tutto per puntare ad accaparrarsi i voti smarriti da un centrodestra moribondo. Elettori che, per sua sfortuna, si son rivelati più infedeli di quel che aveva preventivato e hanno spesso preferito i candidati grillini ai ballottaggi.

 Interpretazione cospirazionista: La carica riformista del governo Renzi (in particolare con l’Italicum) ha irritato i poteri forti, che sentono la loro posizione privilegiata in pericolo. Per questo hanno condotto un attacco concentrico mediatico-giudiziario per screditare l’immagine del leader ed hanno pompato il Movimento 5 Stelle in funzione anti-PD.

 Interpretazione governista: In tutto il mondo i partiti al governo perdono le elezioni di mid-term, è naturale . Governare infatti vuol dire fare delle scelte e inevitabilmente scontentare qualcuno. Renzi ha speso la sua popolarità iniziale attuando  le sue riforme e una battuta d’arresto è il prezzo da pagare. Inoltre, la fisiologica luna di miele e l’effetto novità erano destinati a consumarsi in breve tempo. Questo ci dimostra semplicemente che il ‘partito della nazione’ è soltanto un’invenzione giornalistica e Renzi non è il padrone dell’Italia, ma c’è una democrazia sana e una cultura dell’alternanza come negli altri stati sviluppati.

 Interpretazione negazionista: (Posizione minoritaria e anche eretica, innanzitutto in quanto contraddice la parola del segretario, e in seconda istanza perchè ci negherebbe il piacere dell’ADS)  Si riassume semplicemente in “non abbiamo perso!”. Roma, Torino e le altre sono incidenti di percorso dovuti soprattutto a dinamiche locali. Non si può dichiarare persa una tornata elettorale in cui si avanza in Campania, si confermano città tradizionalmente ostili come Milano e Cagliari, e si strappano roccaforti di destra come Varese. Inoltre, il centro-sinistra si conferma saldamente primo polo italiano, continua a governare la maggior parte degli enti locali e il PD è certamente, su scala nazionale, a livelli superiori rispetto alle politiche del 2013, quando il segretario era Bersani.

Interpretazione morale: I recenti scandali, da mafia capitale, ai problemi di banca Etruria alle inchieste che hanno coinvolto molti amministratori locali, hanno logorato l’immagine del PD renziano, che prometteva un nuovo corso rispetto al passato. In tempi di crisi economica, gli elettori sono poco propensi a perdonare politici inquisiti o ad aspettare le sentenze della magistratura, ed hanno emesso il loro verdetto nelle urne.

Interpretazione massimalista (o ‘ à la Ugho’): Il PD  deve una volta per tutte abbandonare la futile strada riformista e non perdere altro tempo con gli stantii riti democratici. La nazionalizzazione di banche, industrie e mezzi di produzione ha aspettato anche troppo. Nel frattempo, è bene che Renzi prosegua nella lodevole iniziativa di stringere i rapporti con la Russia.

 

 

ElPolloDiablo