Analisi del Voto – Bidimedia

Analisi del voto – Bidimedia

Analisi del voto – Durante la lunga nottata elettorale si son susseguiti exit poll, proiezioni, sondaggi e dati reali, spesso rilanciati con un po’ di noncuranza dai vari media. Come tradizione italiaca, tutti si son dichiarati vincitori e nessuno si è dichiarato sconfitto.
Ma come sono andate veramente le cose?  Causa la particolarità delle elezioni è molto difficile fare un confronto a livello nazionale (ed estrapolare dati amministrativi in chiave politica può essere a dir poco azzardato).
Perciò abbiamo deciso di fare un confronto con le aspettative pre-elettorali, analizzando le differenze con i dati reali.
Nel contempo, questa analisi potrà fornire una prima valutazione sulla “bravura” dei sondaggisti italiani.
Analisi del voto – Iniziamo da Roma: qui, Virginia Raggi (M5S) è andata decisamente meglio delle attese, prendendo circa 5,5% in più rispetto alla media dei sondaggi. Solo pochi sondaggi davano un valore superiore al 30%, ma mai così alto.
Giachetti (PD), invece, rientra ampiamente nel margine d’errore (+1% circa), mentre il dato della Meloni (FdI – LN) è praticamente coincidente con la media. Sotto le attese il dato di Fassina (-1% circa) ma soprattutto Marchini (cdx), addirittura sopravvalutato dai sondaggi di quasi 7 punti.
Nel nostro sondaggio, svolto qualche giorno prima rispetto al buio elettorale (le date in tabella sono quelle di pubblicazione su Bidimedia) avevamo intravisto, nei vari giorni di apertura dei sondaggi un chiaro aumento del voto verso la candidata grillina ed un contemporaneo calo di Marchini.
Trend che, evidentemente, si accentuato nelle due settimane di buio elettorale.
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Situazione opposta a Napoli: qui la differenza più eclatante è per il candidato del M5S (Brambilla). Ma, a differenza di Roma, c’è stata una netta sovrarappresentazione del suo consenso (+7% rispetto al risultato reale). Di questa differenza se ne è approfittato soprattutto De Magistris (il cui valore in media era di circa 5 punti inferiore al reale, ma con una varianza estremamente elevata). Valente e Lettieri crescono entrambi rispetto ai sondaggi.

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Il risultato più negativo in assoluto per il PD viene da Bologna. Merola prende infatti sei punti in meno rispetto alla media dei sondaggi (media “sballata” dal fatto che i candidati minori non sempre sono stati rilevati). Sia Borgonzoni (cdx) che Bugani (M5S) prendono leggermente meno dei sondaggi, ottimo Bernardini (che non era considerato, se non tra gli altri, da due sondaggisti su quattro). Buon risultato anche per Martelloni (Sx).

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Nella capitale meneghina, come a Napoli, c’è stata una sovrarappresentazione del M5S (e della Sinistra), mentre i due candidati maggiori sono andati meglio di 3-4 punti rispetto alle attese.

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Veniamo ora a Torino, che tutti i mass media hanno mostrato come esempio di debacle PD. In realtà Fassino prende quasi un punto più della media dei sondaggi. Il vero deluso è infatti Airaudo, che prende meno della metà dei voti previsti dal sondaggio. Di ciò se ne avvantaggia soprattutto la Appendino (M5S) che è riuscita ad attirare già dal primo turno quasi tutto il consenso anti-Fassino. A destra, il candidato leghista va meglio delle attese, al contrario di Napoli (Forza Italia).

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Analisi del voto – In conclusione si può osservare come i candidati “classici” siano andati quasi tutti secondo le attese (quasi sempre meglio, tranne l’importante caso di Merola a Bologna), mentre quelli del M5S siano i più difficili da calcolare. Altalenanti anche i candidati della Sinistra.
In 5 città, infatti, solo a Bologna (dove il M5S è praticamente nato, ed è quindi più radicato e meno etereo) il candidato grillino è andato in linea con i sondaggi.
Nelle altre città si nota una certa costanza: dove il M5S è forte, è andato ancora meglio delle previsioni. Dove è debole, è andato ancora peggio dei sondaggi. Fenomeno che, a ben pensare, è accaduto anche nelle elezioni politiche (Il M5S era forte ed è andato ancora meglio dei sondaggi) e nelle successive europee (il M5S era in fase calante e sono andati peggio delle previsioni).
Varrà anche per il futuro?

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