Sondaggi d’America – Primi sondaggi di Novembre

Sondaggi d’America – Oregon e Kentucky

Salve amici. Nel post di oggi ci occuperemo dei risultati degli stati di martedì scorso (Nebraska e West Virginia), delle previsioni per gli stati chiamati al voto questa notte (Kentucky per i democratici, Oregon per entrambi i partiti) e inoltre introdurremo i primi sondaggi sulle elezioni generali di novembre, sia a livello nazionale sia per i singoli stati.

Cominciamo dai repubblicani.

Martedì scorso si è votato in Nebraska e West Virginia, oramai pura formalità.

In Nebraska, Trump ha vinto le primarie con il 61,4% e ha di conseguenza guadagnato tutti i 36 delegati dello stato. Ted Cruz e John Kasich, fuori dalla corsa dopo il voto dell’Indiana, hanno guadagnato rispettivamente il 18,5% e l’11,4%. Il rimanente 8,7% è andato a Ben Carson (5,1%) e Marco Rubio (3,6%). Nonostante sia l’unico candidato rimasto in corsa, Trump ha guadagnato il voto di soltanto 6 repubblicani su 10, il che non è una sorpresa. Il Nebraska non è uno stato ideale per Trump ed è facile immaginare che se Cruz fosse rimasto in corsa, il magnate avrebbe dovuto concedere lo stato al senatore del Texas. Inoltre Ben Sasse, giovane senatore di questo stato, da molti considerato uno dei volti nuovi del GOP e potenziale candidato alla presidenza nei prossimi anni, ha ribadito che non voterà nè per Trump nè per la Clinton.

Se il Nebraska non è lo stato ideale per Trump, non si può dire lo stesso della West Virginia, stato molto congeniale al magnate, il quale farà molto bene anche a Novembre. Secondo gli exit poll dello stato, il 44% degli elettori di Sanders appoggerà Trump a Novembre, il 23% sosterrà la Clinton e il 31% voterà per altri candidati. Se si prendono in considerazione tutti i democratici (quindi anche coloro che hanno votato la Clinton), emerge che il 48% sosterrà l’ex Segretario di Stato ma ben il 32% sosterrà il magnate repubblicano. Dati molto incoraggianti per Trump in West Virginia. Tornando alle primarie, Trump ha guadagnato il 77% delle preferenze, mentre Cruz e Kasich hanno ottenuto rispettivamente il 9% e il 6,7%. Il rimanente 7,3% è andato agli altri ex candidati. 32 delegati sono andati a Trump, 1 delegato (ottenuto grazie all’elezione indiretta dei delegati) a Kasich.

StatiRepubblicani

Dopo il voto di questi due stati, Trump si trova a quota 1079 delegati. Il candidato repubblicano otterrà ufficialmente i 1237 delegati il 7 giugno, quando voteranno gli ultimi 5 stati della nazione, tra cui la California.

Stanotte si voterà in Oregon, stato della West Coast. Anche questo stato non è considerato molto amichevole a Trump, quindi il magnate, che sicuramente vincerà, non dovrebbe brillare. I 28 delegati verranno ripartiti con il proporzionale puro, quindi anche gli ex candidati (pensiamo a Cruz e Kasich) otterranno dei delegati.

 

Passiamo ai democratici.

L’appeal “populista” di Bernie Sanders ha colpito anche in West Virginia, dove il senatore del Vermont ha ottenuto il 51,4% dei consensi (123865 voti), battendo Hillary Clinton (35,8%, 86359 voti) di quasi 16 punti percentuali. 18 delegati per Sanders, 11 per la Clinton. Ancora forte è l’influenza dei “conservadem” (elettori democratici di orientamento conservatore): ciò è testimoniato dall’ampio voto di protesta (il 12,8% dei consensi è andato ad altri candidati che hanno addirittura battuto la Clinton in alcune contee dello stato) e dal fatto che ben un terzo dell’elettorato democratico sarebbe pronto a votare per Trump nelle elezioni generali.

Inoltre si è tenuta una primaria non vincolante (nessun delegato a disposizione) in Nebraska. Nei caucus di marzo, Sanders ha battuto la Clinton con il 57,2% contro il 42,8%. Nelle primarie di martedì, la Clinton ha battuto Sanders 53,3% – 46,7%.

StatiDemocratici

Dopo il voto in West Virginia, la Clinton si ritrova a quota 2242 delegati, mentre Sanders è fermo a quota 1469. Per raggiungere i 2382 delegati necessari per vincere la nomination, la Clinton deve vincere 140 delegati su 1052, ovvero il 13,3%. Oramai è una pura formalità.

Questa notte si voterà in Kentucky e Oregon. Nel 2008, in Kentucky, la Clinton si impose su Obama con un margine di ben 36 punti. Ma c’è da ricordare che il Kentucky è una piazza molto adatta per un “populista” come Sanders. Un sondaggio di inizio marzo mostrava la Clinton avanti di 5 punti (43% a 38%). E’ difficile prevedere un vincitore, ma comunque dovrebbe esserci una sfida combattuta.

Per quanto riguarda l’Oregon, un sondaggio di una settimana fa mostrava un vantaggio di 15 punti (48% a 33%) della Clinton su Sanders. E’ difficile credere a questi numeri: l’Oregon è uno stato del Nordovest americano e negli stati confinanti all’Oregon (Washington e Idaho), Sanders ha fatto molto bene. Il senatore del Vermont ha stravinto con oltre il 70% in questi due stati, anche se è necessario chiarire che Washington e Idaho hanno svolto dei caucus (nei caucus Sanders va molto forte), mentre in Oregon si terranno primarie e la chiara differenza della performance di Sanders tra caucus e primarie è stata ben chiarita dai risultati del Nebraska della scorsa settimana.

 

Sono disponibili anche i primi sondaggi per le elezioni generali.

Per quanto riguarda i sondaggi nazionali, la Clinton, in media, è avanti di quasi 6 punti.

rcpnew

Dai sondaggi dei singoli stati emergono tendenze contrastanti. In Georgia, stato vinto da Romney nel 2012 con un margine di 8 punti, il sondaggio Landmark mostra Trump avanti di un solo punto (42% a 41%), mentre il sondaggio Sbri mostra il magnate avanti di 3 punti (47% a 44%). Questo netto miglioramento dei democratici suggerirebbe un analogo miglioramento a livello nazionale e negli altri stati, ma i 3 sondaggi Quinnipiac su Florida, Ohio e Pennsylvania mostrano una sfida molto competitiva. In Florida, la Clinton è avanti di un punto (43% a 42%). In Ohio, Trump è avanti di 4 punti (43% a 39%), mentre in Pennsylvania, stato che tende ai democratici, la Clinton è avanti di un punto (43% a 42%). Sarà una sfida molto interessante e per prudenza invitiamo a prendere questi dati con le molle: è ancora presto, i primi sondaggi che avranno effettivo valore saranno quelli post-Convention e specialmente quelli svolti da settembre in poi.

Per oggi è tutto. Vi invitiamo a seguire il nostro account twitter.com/BidimediaUSA che vi terrà aggiornati con risultati, sondaggi, notizie e molto altro.