Sondaggi d’America /148 – Stanotte si vota in Wisconsin. Cruz e Sanders favoriti, ma potrebbero esserci sorprese.

Salve amici. Oggi vi parleremo delle primarie di stanotte in Wisconsin e non solo.

Cominciamo dai repubblicani. Come vi avevamo già accennato nel post precedente, 3 stati (North Dakota, Colorado e Wyoming) eleggeranno una parte (nel caso del Wyoming) o tutti i delegati (nel caso di North Dakota e Colorado) alla Convention repubblicana di Cleveland di luglio non con primarie o caucus, ma con il voto dei delegati delle convention di stato e di distretto, dove Cruz ha la migliore organizzazione di tutti i candidati.

Il 3 aprile si è tenuta la convention in North Dakota. I 25 delegati di stato non sono vincolati ai singoli candidati, quindi possono cambiare idea in qualsiasi momento. Di questi 25 delegati eletti, 18 erano presenti nella lista di Cruz (una lista informale fatta circolare tra i votanti per indirizzare i simpatizzanti di Cruz verso un gruppo ristretto di delegati). Gli altri 7 non erano presenti in alcuna lista, ma tra questi ci sono persone vicine all’establishment (come il governatore) e quindi in teoria anti-Trump.

Il Colorado eleggerà i propri delegati dall’8 al 9 aprile, ma nei giorni precedenti si sono tenute le convention in 2 distretti congressuali e su 6 delegati a disposizione (3 per distretto), 6 sono andati a Cruz. Il Wyoming eleggerà i delegati rimanenti (gli altri sono stati eletti nel caucus dello scorso mese) dal 14 al 16 aprile.

Il numero necessario per vincere la nomination è di 1237 delegati e, per stare al sicuro, Trump ha bisogno di raggiungere questo numero o comunque attestarsi a pochissime lunghezze da 1237. Trump potrebbe benissimo (anzi, è lo scenario più probabile) raggiungere una maggioranza relativa di delegati alla prima votazione della convention di Cleveland (fine luglio), ma potrebbe non bastare. Vi spieghiamo perché.

I delegati eletti dai singoli stati sono vincolati al loro candidato per un certo numero di votazioni. A partire dalla seconda le delegazioni di molti stati saranno libere di svincolarsi dai candidati di appartenenza. A partire dalla terza, invece, praticamente tutti gli stati permetteranno ai loro delegati di cambiare idea.

Secondo molte fonti, tra i delegati di Trump se ne nasconderebbero molti (in incognito) di Cruz, pronti a saltare dal campo del magnate a quello del senatore del Texas a partire dalla seconda e terza votazione. Quindi Cruz potrebbe sensibilmente aumentare i suoi consensi, superare Trump e, secondo alcuni, raggiungere 1237 delegati (ma ciò avverrebbe solo in caso di appoggio, oltre di alcuni delegati di Trump, anche di quelli di Kasich, Rubio e degli altri candidati che hanno ritirato la candidatura).

Ma si fa sempre più largo la possibilità che a ricevere la nomination non sia uno dei candidati attualmente in pista, ma una figura di compromesso. Il nome più gettonato è quello dello Speaker della Camera Paul Ryan, il quale nei giorni scorsi ha dichiarato che non vuole essere candidato nel 2016, ma in politica ogni cosa può cambiare e lo stesso Ryan aveva detto la stessa identica cosa quando era considerato un papabile per ricoprire la carica di Speaker.

Altri nomi sono quelli di Mitt Romney, già candidato nel 2008 e nel 2012 ed esponente del movimento anti-Trump. Si parla anche di Scott Walker, governatore del Wisconsin, o della governatrice del South Carolina Nikki Haley.

Aggiungendo i risultati del North Dakota e quelli parziali del Colorado, Trump rimane fermo a 752 delegati. Cruz arriva a 487, mentre Kasich si ferma a 144. 20 delegati sono “uncommitted” (non spettano a nessun candidato per ora). Per quanto riguarda i candidati che si sono ritirati, il fronte anti-Trump (Rubio, Bush, Fiorina, Paul) può contare su 179 delegati, mentre il fronte pro-Trump (soltanto Carson) può contare su 8 delegati. Incerta la posizione di Huckabee, che conta su un delegato.

Per raggiungere 1237 delegati, Trump deve vincere almeno 485 dei delegati rimanenti, ovvero il 55%. Cruz invece deve vincerne 750 (l’85%). Missione matematicamente impossibile per Kasich.

Ora passiamo alle previsioni sul Wisconsin.

WISCONSIN (orario italiano chiusura seggi: 03:00) – 42 delegati da ripartire 

18 delegati dello stato verranno assegnati al candidato che otterrà il maggior numero di voti. 24 delegati dei distretti congressuali (3 per distretto) verranno assegnati al candidato che otterrà il maggior numero di voti in quel dato distretto.

Oltre alla nostra previsione, vi riportiamo le previsioni degli altri siti e tutti gli ultimi sondaggi. I sondaggisti sono d’accordo: Cruz vincerà, ma l’ultimo sondaggio ARG assegna, a sorpesa, un vantaggio di 10 punti a Trump. Visti gli ultimi sondaggi, provenienti da fonti più attendibili rispetto ad ARG, siamo portati a pensare che Cruz vincerà con un margine compreso tra 1 e 10 punti.

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Ora passiamo ai democratici. Episodio curioso sui delegati anche nel campo democratico. In molti stati, i caucus o le primarie rappresentano un primo passo nell’allocazione dei delegati, i quali vengono ripartiti, in molti casi, attraverso convention locali. Tra questi stati c’è il Nevada.

Nei caucus del 20 febbraio, la Clinton aveva vinto nella contea di Clark con il 55% contro il 45% di Sanders. Nei giorni scorsi si è tenuta la convention democratica della contea, dove  è stato maggiore l’afflusso dei supporters di Sanders, permettendogli di vincere la convention, cambiando la distribuzione dei delegati di quella contea. Sul piano statale, si è passati da 20 delegati per la Clinton e 15 per Sanders a 18 per la Clinton e 17 per Sanders.

Passiamo ora alle previsioni per il Wisconsin:

WISCONSIN (orario italiano chiusura seggi: 03:00) – 86 delegati da ripartire

29 delegati dello stato verranno ripartiti proporzionalmente tra i candidati con soglia del 15%. 57 delegati dei distretti congressuali (minimo 5, massimo 11 per distretto) verranno ripartiti proporzionalmente tra i candidati con soglia del 15%.

Sanders è il favorito per la vittoria, anche se la Clinton non è indietro di parecchio nei sondaggi e potrebbe benissimo sorpendere. Anche in questo caso il sondaggio ARG è “la voce fuori dal coro”, quindi abbiamo inserito la nostra previsione con e senza quel sondaggio.

wisconsindem

Per oggi è tutto. Torneremo ad aggiornarvi nel fine settimana con i risultati del Wisconsin, le previsioni sullo stato di New York (si vota il 19 aprile) e un riepilogo sulla situazione dei delegati repubblicani.

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