Italicum – Composizione dei collegi elettorali e simulazione dei risultati sulla base dei risultati alle Europee 2014

La nuova legge elettorale approvata definitivamente nel maggio 2015 dispone la creazione di 100 collegi uninominali per l’elezione di 606 deputati di 18 regioni (sono escluse Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige). La stessa legge stabilisce i criteri demografici che ogni collegio deve rispettare e attribuisce la delega al governo, che trasmette alle commissioni parlamentari la proposta basata sul lavoro di una commissione di 10 esperti presieduta dal presidente dell’ISTAT. Tale proposta è stata presentata alle commissioni permanenti il 7 luglio scorso.

Lo scopo di questo post è di simulare la distribuzione dei seggi spettanti a ciascuna lista in ogni collegio basandosi sui risultati delle Europee 2014. Si noti che tale simulazione non è affatto predittiva dei risultati futuri in quanto l’offerta elettorale è in continua evoluzione.

La proposta del governo presentava alcune omissioni e incongruenze (relativi al Veneto e alla Sicilia), dovuti quasi certamente ad errori materiali, che sono state prontamente corrette.

Per quanto riguarda la definizione del numero di seggi spettanti a ciascuna lista nelle varie circoscrizioni in base al risultato elettorale si considererà l’elaborazione presente nella pubblicazione dell’Ufficio Studi della Camera dei deputati.

Tre regioni (Basilicata, Molise e Umbria) sono composte da un unico collegio. Si noti che gran parte dei collegi hanno un numero di eletti teorico compreso fra 5 e 7.

tab1

Il collegio più popoloso, tralasciando l’Umbria, risulta essere Toscana 6 con 733.820 abitanti e 8 eletti (province di Grosseto, Siena e prov. di Arezzo ad eccezione del Valdarno)

Il collegio meno popoloso, eccettuato il Molise, è Piemonte 4 con 437.572 abitanti e 5 seggi (parte Ovest/Sud-Ovest di Torino e 4 comuni dell’area metropolitana) mentre il collegio meno popoloso è Sicilia 6 (province di Caltanissetta ed Enna) con 446-550 abitanti e soltanto 4 eletti.

Si evidenziano casi di disparità interregionale fra collegi con popolazione superiore ad altri collegi di altre regioni ma con numero di seggi assegnati inferiore. Per ciascuna regione la differenza fra il collegio con più seggi e quello con meno seggi è il seguente:

tabella2

Vediamo ora la ripartizione dei seggi fra le varie circoscrizioni secondo i risultati dello scorso anno. Si noti che al PD sono stati detratti i seggi di VDA e TAA dal premio di 340 seggi. In ciascuna circoscrizione il numero di eletti è pari al numero teorico di seggi spettanti.

tabella3

Nella tabella sottostante sono riportati i seggi spettanti in ciascun collegio plurinominale. Le celle con sfondo rosso e verde indicano seggi ceduti/ottenuti per effetto dei meccanismi di compensazione che verranno illustrati più avanti.

tabella4

Vediamo ora in dettaglio qual è l’effetto dei meccanismi correttivi sul numero definitivo di deputati eletti in ogni collegio. In 37 collegi (fra cui le 3 regioni non suddivise) non viene applicato tale tipo di correttivo, in 8 collegi è applicato ma il saldo complessivo è nullo, in 26 si osserva un saldo positivo (da 1 a 3 eletti in più) e nei restanti 29 il numeri di eletti risulta inferiore (1 o 2 seggi in meno).

tabella5

L’effetto dei meccanismi di compensazione appare quello di acuire le disparità fra i collegi. Infatti la maggior parte dei collegi che si ritrovano con un numero di eletti inferiore alla spettanza teorica sono composti da 5 deputati. Nei collegi più popolosi l’effetto è invece contrario, tranne nei collegi con 7 seggi dove i risultati sono variati. Il caso limite riguarda il collegio Bari 3 (capoluogo e parte nord-occidentale della provincia) con addirittura 3 seggi in più.

Osserviamo ora per ciascuna lista qual è il numero di seggi ottenuti per devoluzione da altre sul totale degli eletti.

tabella6

Si noti l’incidenza praticamente nulla di tali seggi per quanto riguarda le due maggiori liste di minoranza, l’incidenza più contenuta nel caso di Ln e Ncd-Udc, due liste con una certa disparità di radicamento fra le varie regioni italiane e il caso limite della lista AET dove la percentuale arriva addirittura al 79%.

 

Le commissioni competenti hanno espresso parere sostanzialmente favorevole alla proposta del governo con alcune osservazione sopratutto riguardo a Sicilia, Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. L’ultima decisione spetta al governo che potrebbe comunque modificare la proposta iniziale. Si tenga dunque conto che i dati presentati in questo post subirebbero inevitabili modifiche.

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