Elezioni Regionali 2015 – LA SFIDA/2: analisi delle elezioni in Toscana, Umbria e Marche

TOSCANA
La Toscana è la regione più ‘rossa’ d’Italia. Qui le elezioni dal 1948 sono una pura formalità. Il partito comunista, e i suoi derivati, hanno sempre governato con percentuali più o meno bulgare, e anche stavolta non ci saranno sorprese. Il presidente uscente, Enrico Rossi, vincerà nettamente per abbandono degli avversari; il centrodestra si presenta con tre candidati, il consigliere forzista Stefano Mugnai, il leghista Claudio Borghi, appoggiato all’ultimo minuto anche da fratelli d’italia, e l’imprenditore Giovanni Lamioni, sostenuto dai centristi. Il movimento5stelle, guidato dal massese Giacomo Giannarelli, qui sconta litigi e scissioni, e dovrebbe raccogliere un magro bottino. La sorpresa potrebbe essere Tommaso Fattori, ex-portavoce del Social Forum a Firenze nel 2001, che si presenta con il sostegno di sel, rifondazione comunista e verdi. Pronostico chiuso. CSX SOLID
Iirisultati delle ultime europee: AFFLUENZA 66.7, PD 56.3 – M5S 16.7 – FORZA ITALIA 11.7 – LISTA TSIPRAS 5.1 – FDI 3.2 – LEGA NORD 2.6 – NCD, UDC 2.4 – VERDI 0.8 – IDV 0.5 – SCELTA CIVICA 0.4
Ecco le liste presentate:
ENRICO ROSSI: PD, IL POPOLO TOSCANO – RIFORMISTI 2020
CLAUDIO BORGHI: LEGA NORD, FDI
GIACOMO GIANNARELLI: MOVIMENTO 5 STELLE
STEFANO MUGNAI: FORZA ITALIA
TOMMASO FATTORI: LA SINISTRA DEL SI – TOSCANA
GIANNI LAMIONI: PASSIONE TOSCANA
GABRIELE CHIURLI: DEMOCRAZIA DIRETTA
Numero di consiglieri: 40+1
Soglie: per le liste non coalizzate il 5%, per le liste in coalizione: il 3% se la coalizione supera il 10%; il 5% in caso contrario
Premio di maggioranza:
Il premio di maggioranza è assegnato al 1° turno se il candidato più votato ottiene almeno 40%. In caso contrario dopo due settimane i due più votati si sfideranno in un turno di ballottaggio al cui vincitore spetterà il premio di maggioranza.
Più in dettaglio:
Presidente eletto al 1° turno con almeno il 45% dei voti: il 60% dei seggi
Presidente eletto al 1° turno con meno del 45% dei voti: il 57,5% dei seggi
Presidente eletto al 2° turno: il 57,5% dei seggi
E’ prevista la doppia preferenza di genere.
Particolarità di questa regione è la suddivisione della provincia di Firenze in quattro sottocircoscrizioni. Inoltre ciascuna lista può presentare fino a 3 candidati regionali non sottoposti a voto di preferenza che hanno precedenza assoluta nel caso la lista ottenga dei seggi. E’ possibile presentarsi come candidato regionale e contemporaneamente circoscrizionale, così come è prevista la possibilità di candidarsi in più circoscrizioni.
UMBRIA
L’Umbria è una regione rossa, dove la sinistra ha sempre vinto, ma, dopo la sconfitta storica nel capoluogo alle recenti amministrative, qualche certezza comincia a scricchiolare. La presidente uscente, Catiuscia Marini, non è molto amata, e potrebbe faticare più del previsto contro il sindaco di Assisi, Claudio Ricci, che è riuscito nell’impresa invidiabile di ricostruire la vecchia casa delle libertà, mettendo insieme forza italia, lega nord, fratelli d’italia, area popolare e alcune liste civiche. La vittoria del pd non è in discussione, ma le percentuali sovietiche del passato sembrano un lontano ricordo. Il terzo incomodo sarà il movimento 5 stelle con Andrea Liberati, che punta a confermare la doppia cifra delle elezioni europee. Il pronostico è chiuso anche qui. CSX SOLID
Ecco i risultati delle ultime europee: AFFLUENZA 70.5, PD 49.2 – M5S 19.5 – FI 14.2 – FDI 5.4 – LISTA TSIPRAS 4.1 – NCD, UDC 3.4 – LEGA NORD 2.5 – VERDI 0.6 – IDV 0.5 – SCELTA CIVICA 0.4
Ecco le liste presentate:
CATIUSCIA MARINI: PD, SEL – UMBRIA PIU’ UGUALE, SOCIALISTI RIFORMISTI, INIZIATIVA PER L’UMBRIA CIVICA E POPOLARE
CLAUDIO RICCI: FORZA ITALIA, LEGA NORD, FDI, UMBRIA POPOLARE, RICCI PRESIDENTE, CAMBIARE L’UMBRIA
ANDREA LIBERATI: MOVIMENTO5STELLE
MICHELE VECCHIETTI: L’UMBRIA PER UN’ALTRA EUROPA
JOHN DE PAULIS: ALTERNATIVA RIFORMISTA
SIMONE DI STEFANO: SOVRANITA’
AURELIO FABIANI: PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
FULVIO CARLO MAIORCA: FORZA NUOVA
Numero di consiglieri: 20+1
Soglie: 2,5% per le liste
Premio di maggioranza:
Alla coalizione del candidato vincente sono assegnati 12 seggi su 20. Nel caso in cui alla coalizione vincente spettino teoricamente più di 12 seggi, i seggi eccedenti oltre valore verranno sottratti ed assegnati alle liste di minoranza. Considerato l’esiguo numero di seggi il superamento della soglia del 2,5% non garantisce l’ottenimento di almeno un seggio. Nel caso in cui all’interno della coalizione di maggioranza, una lista abbia ottenuto più di 10 seggi, i seggi oltre tale cifra devono essere ceduti alle liste che pur avendo superato il 2,5% non hanno eletto alcun consigliere, nel limite massimo di 1 per lista.
E’ prevista la doppia preferenza di genere. La regione costituisce un’unica circoscrizione elettorale essendo state abolite le due circoscrizioni elettorali provinciali preesistenti. In questa regione non è consentito votare una lista e contemporaneamente votare per un candidato presidente non sostenuto da tale lista, il cosiddetto voto disgiunto.
MARCHE
Nella prima repubblica, le Marche erano una regione elettoralmente divisa a metà, con il partito comunista che primeggiava nelle province di Pesaro Urbino e Ancona, e la democrazia cristiana che dominava nel sud della regione, tra Macerata e Ascoli Piceno. Dopo la scissione del PPI – Margherita, passato con il centrosinistra, nella seconda repubblica Berlusconi qui non ha mai vinto, raccogliendo solo cocenti delusioni. Il presidente uscente, Gian Mario Spacca, in consiglio regionale dal 1990, scaricato dal pd, cerca il suo terzo mandato consecutivo, sostenuto dalla sua civica, Marche 2020, forza italia e un pezzo di area popolare. Il centrosinistra propone invece l’ex sindaco di Pesaro, Luca Ceriscioli, che ha sconfitto alle primarie l’assessore regionale al bilancio Pietro Marcolini, e incassa anche il sostegno dell’udc. Non convergono su Spacca lega nord e fratelli d’italia, che appoggiano il sindaco di Potenza Picena Francesco Acquaroli. Il movimento 5 stelle, molto radicato sul territorio, con Gianni Maggi punta a portare in regione diversi consiglieri. Il quinto candidato è Edoardo Mentrasti, giovane animatore della lista Tsipras, sostenuto da sel e rifondazione comunista. La situazione è molto confusa e frammentata, ma i sondaggi dicono che Spacca pagherà a carissimo prezzo il suo voltafaccia. CSX SOLID
I risultati delle ultime europee: AFFLUENZA 65.6, PD 45.5 – M5S 24.5 – FORZA ITALIA 13.2 – FDI 4.1 – LISTA TSIPRAS 4.1 – NCD, UDC 3.7 – LEGA NORD 2.7 – VERDI 0.8 – IDV 0.7 – SCELTA CIVICA 0.5
Ecco le liste presentate:
LUCA CERISCIOLI: PD, UNITI PER LE MARCHE (PSI + SCELTA CIVICA + CENTRO DEMOCRATICO + IDV + VERDI), POPOLARI PER L’ITALIA – UDC
GIAN MARIO SPACCA: MARCHE 2020, FORZA ITALIA
GIANNI MAGGI: MOVIMENTO5STELLE
FRANCESCO ACQUAROLI: LEGA NORD, FDI
EDOARDO MENTRASTI: ALTRE MARCHE – SINISTRA UNITA
Numero di consiglieri: 30+1
Soglie: Soglie: non partecipano alla distribuzione dei seggi le coalizioni sotto il 5% a meno che non abbiano all’interno una lista che ha raggiunto il 3%
Premio di maggioranza:
non meno di 18 seggi su 30 se il presidente eletto ha ottenuto almeno il 40% dei voti;
non meno di 17 per una percentuale compresa fra il 37% e il 40% dei voti;
non meno di 16 per una percentuale compresa fra il 34% e il 37% dei voti.
Non è consentito votare un candidato presidente e contemporaneamente una lista che non lo sostiene.
JULIO
– Studi e Proiezioni Elettorali
